Mobilità e paesaggio urbano: ripensare le strade come infrastrutture verdi

Ripensare la mobilità significa anche ripensare la città. È questo uno dei temi al centro del convegno “La mobilità – un’occasione per rigenerare il paesaggio urbano”, dell’11 settembre 2026, organizzato da AIAPP Piemonte Valle d’Aosta, al quale ha partecipato anche il presidente OIDAF Piemonte Giorgio Uliana.

Quando si ripensa una strada non si decide soltanto quanto spazio destinare alle automobili, al trasporto pubblico, alle biciclette e ai pedoni: si ridisegna una parte della città e quindi si apre una riflessione su come utilizzare quello spazio per migliorare la qualità urbana e ambientale.

Dalla strada… all’infrastruttura verde

Una strada può essere molto più di una carreggiata destinata al traffico. Può diventare uno spazio capace di mettere in relazione persone, natura e luoghi e, soprattutto, può contribuire a generare  una vera e propria rete verde urbana.

Viali alberati, percorsi ciclabili ombreggiati, fasce verdi e superfici drenanti non dovrebbero essere considerati semplici elementi aggiuntivi o di corredo da inserire alla fine della progettazione. Devono rappresentare parti integranti dell’infrastruttura.

È proprio in questa prospettiva che si inserisce il contributo specifico che i Dottori Agronomi e Forestali possono portare alla progettazione urbana favorendo un percorso che includa fin da subito nella mobilità alberi, suolo, acqua, vegetazione.

Piantare alberi non basta

Ripensare il verde stradale significa in primis cambiare approccio progettuale. Non è sufficiente inserire sulla planimetria una serie “pallini verdi”. Se vogliamo che gli alberi piantati oggi siano in grado, tra venti o trent’anni, di ombreggiare realmente una strada e offrire tutti i benefici attesi, dobbiamo garantire loro spazio, suolo e acqua sufficienti per crescere.

La qualità del verde urbano dipende, perciò, dalla qualità dello spazio che gli viene assegnato e la trasformazione delle infrastrutture della mobilità può rappresentare un’occasione concreta per intervenire proprio su questo aspetto. Ripensare una strada “da facciata a facciata” permette di valutare quanto spazio oggi impermeabilizzato possa essere restituito al suolo e alla vegetazione. Allo stesso tempo, dove le condizioni lo permettono, l’acqua meteorica può essere trasformata da elemento da allontanare rapidamente a risorsa per il verde urbano attraverso sistemi di drenaggio sostenibile e superfici permeabili.

Le strade come connessioni della rete verde

Una vera infrastruttura verde, però, non è fatta soltanto di singoli spazi verdi: ha bisogno di continuità e connessioni. Proprio le strade possono rappresentare la trama attraverso cui collegare parchi, giardini, piazze, corsi d’acqua e altri spazi verdi, portando la natura anche nei quartieri che oggi ne sono maggiormente carenti.

La rete della mobilità attraversa, infatti, l’intera città. Se progettata con attenzione, può connettere gli elementi naturali e contribuire alla qualità complessiva del paesaggio urbano.

Mobilità, verde e adattamento climatico

Ripensando la città, mobilità, paesaggio e adattamento climatico si incontrano.

Una pista ciclabile alberata, per esempio, non è soltanto un’infrastruttura destinata alla mobilità sostenibile. Può produrre ombra, contribuire a mitigare il calore urbano, aumentare la permeabilità del suolo, favorire la biodiversità e migliorare la qualità dello spazio pubblico. Non solo, ha anche un effetto molto semplice e concreto: rende più piacevole camminare, pedalare e vivere la città.

La progettazione del verde urbano diventa, quindi, parte di una strategia più ampia di adattamento ai cambiamenti climatici nella quale gli alberi e il suolo possono svolgere nello stesso tempo funzioni ambientali, sociali e paesaggistiche.

Cambiare il “come” e il “dove” ci muoviamo

Il tema proposto da Aiapp Piemonte Valle d’Aosta è di stretta attualità. La trasformazione della mobilità non dovrebbe limitarsi a cambiare il modo in cui ci spostiamo nella città, bensì deve porsi l’obiettivo di cambiare la città nella quale ci muoviamo.

Dal punto di vista  dei Dottori Agronomi e Forestali significa contribuire a una progettazione nella quale mobilità, alberi, acqua e suolo non siano elementi separati, ma componenti di uno stesso progetto di spazio urbano.

Una sfida che richiede competenze diverse e una visione integrata, ma che può offrire alle nostre città una nuova opportunità: trasformare infrastrutture nate per attraversare il territorio in infrastrutture capaci di connetterlo, renderlo più resiliente e restituirlo alle persone.